Le competenze emergenti in enologia: qualità e coerenza nei percorsi di istruzione e formazione
DOI:
https://doi.org/10.61007/QdC.2026.1.402Parole chiave:
competenze, formazione, qualità, governance, vitivinicoloAbstract
Le conoscenze scientifiche, tradizionalmente ancorate alla chimica e all’agronomia, si intrecciano oggi con la gestione dei dati, il monitoraggio digitale dei processi e le competenze comunicative. Le imprese richiedono sempre più professionisti capaci di interpretare informazioni tecniche e normative, di gestire certificazioni di sostenibilità e di interagire con mercati internazionali complessi. L’allineamento tra scuola secondaria, formazione professionale e alta formazione universitaria è essenziale per garantire che le qualificazioni riflettano la complessità dei contesti produttivi e regolatori. Gli istituti tecnici agrari, gli ITS e i corsi universitari in viticoltura ed enologia stanno progressivamente introducendo moduli dedicati alla digitalizzazione, alla gestione ambientale e all’economia circolare. Tuttavia, la transizione richiede un coordinamento più sistematico tra curricoli, imprese ed ecosistemi territoriali delle competenze, assicurando coerenza tra obiettivi formativi, contenuti e metodologie didattiche. Le esperienze di apprendistato e la formazione continua rappresentano strumenti efficaci per rafforzare l’acquisizione di competenze, consentendo di integrare saperi taciti, esperienziali. Questi approcci risultano coerenti con il Quadro europeo per l’assicurazione della qualità nell’istruzione e formazione professionale (EQAVET, 2009) e con il Quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità adottato dal Consiglio dell’Unione europea nel 2018. I rapidi mutamenti tecnologici e normativi rendono necessario un sistema di lifelong learning che coniughi flessibilità e qualità certificata. In tale prospettiva, le organizzazioni professionali possono agire come intermediari nei processi di governance delle competenze: contribuiscono a individuare nuovi standard professionali, a orientare la progettazione formativa verso i fabbisogni emergenti e a diffondere evidenze sull’evoluzione dei profili professionali. Rafforzare il dialogo tra istituzioni formative, imprese e organismi professionali è una condizione necessaria per costruire una forza lavoro capace di sostenere l’eccellenza produttiva italiana e di contribuire a un modello di sviluppo sostenibile e competitivo a livello europeo.
Riferimenti bibliografici
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